
“Un testo scritto non è soltanto un insieme di parole, frasi, paragrafi, capitoli, ma costituisce anche uno stimolo visivo” (da “La Lettura Strategica”, Mondadori Informatica, Milano, Marzo 1990)
Quando ci si avvicina alla lettura di un qualsiasi testo, la prima funzione che entra in gioco è la visualizzazione; infatti diverso sarà l’approccio a un piccolo trafiletto di giornale, racchiuso tra linee tipografiche che ben delimitano l’articolo e ne definiscono anche il grado di importanza, rispetto ad un libro che ha una struttura precisa che orienta già dall’inizio il lettore (come la copertina, il titolo, il retro copertina in cui vi è solitamente una sintesi dell’opera).
Non vi è una teoria universale sulla visualizzazione, data la numerosa tipologia dei testi, ma è possibile individuare dei processi di visualizzazione generali; possiamo infatti affermare che nella visualizzazione, non utilizziamo mai al massimo le nostre capacità percettive.
La lettura di un testo comincia sempre in maniera discontinua e per sommi capi ed è il nostro grado di attenzione che ci porta ad una migliore capacità di visualizzazione; il lettore non allenato ad individuare la struttura del testo e, quindi, i “concetti chiave” non sfrutta appieno le sue capacità percettive!
Infatti chi scrive un testo cerca sempre di attirare l’attenzione del lettore con l’uso del grassetto, l’uso di evidenziatori o immagini, tanto da direzionare la lettura.
La visualizzazione è la fase primaria di chi si appresta alla lettura di un qualsiasi testo; solo successivamente il lettore passerà alla focalizzazione del testo.
Per chi scrive diventa, quindi, importante riuscire a colpire il lettore, interessandolo alla lettura!
Con la focalizzazione il lettore altro non fa che una cernita di ciò che è scritto, concentrando l’attenzione su elementi particolari della pagina scritta.
La focalizzazione può essere:
- autodirezionata –> il lettore sceglie autonomamente quelli che sono gli elementi che lo interessano in base a quelli che sono i suoi scopi
- eterodirezionata –> l'autore propone quelli che sono gli elementi cui prestare maggiore attenzione e cioè gli elementi più importanti.
In questo modo è l’autore a decidere per il lettore cosa ritenere di maggior rilievo (utilizzando sottolineatura, grassetto, bordi, colori, immagini, simboli, codici, ecc.)
La focalizzazione pertanto comporta una selezione (anch’essa autodirezionata o eterodirezionata) del testo con cui si valuta quali informazioni trattenere e quali escludere perché irrilevanti.
Esempio di griglia concettuale
Ulteriore passo è l’interpretazione che nel testo “La Lettura Strategica” (Mondadori Informatica) è definita come la costruzione “grazie alla nostra capacità cognitiva, degli SCENARI PLAUSIBILI (invero) per capire una certa descrizione di eventi o fatti, dobbiamo attivare meccanismi del tipo: come sarebbero andate le cose se? O come andranno le cose se?”
Avremo così un’interpretazione differente da lettore a lettore, quanto più il testo è incoerente!
Tuttavia va anche precisato che se il testo è coerente e ben scritto avremo che le interpretazioni dei lettori saranno molto simili tra loro e potrebbero essere trasmesse.
Si tratta di un concetto importante: la trasmissibilità a terzi della nostra interpretazione del testo, utilizzando schemi di sintesi costruiti secondo la “Logica Radiale” ed il “Mindmapping.
Per ultimo, la lettura strategica si pone il problema della canalizzazione della conoscenza.
Per avvicinarsi a qualsiasi testo, sia esso libro o giornale o fumetto, abbiamo bisogno di due tipi di conoscenze:
1. la conoscenza-base –> cioè quella relativa alla struttura di un testo che ci permette di comprendere la sintassi (cioè la “parte della grammatica che studia l'ordinamento e le relazioni che intercorrono fra le varie parole di una proposizione - sintassi della proposizione - e delle diverse proposizioni che costituiscono un periodo - sintassi del periodo - “ ) ed il lessico, cioè “il complesso dei vocaboli e delle locuzioni che costituiscono una lingua o un linguaggio particolare”.
2. la conoscenza di dominio –> cioè quella conoscenza relativa al particolare argomento che si va a leggere.

Successivamente si passa a riportare i concetti chiave selezionati su di una struttura grafica gerarchicamente ordinata (creazione della mappa mentale) che consente sia l’uso della parte razionale che l’uso della parte emotiva e creativa della mente.
Questa struttura si chiama Mappa Mentale.
Dopo aver costruito la mappa mentale si passa alla memorizzazione dei suoi contenuti che può essere spontanea (cioè la memorizzazione avviene naturalmente grazie alla costruzione di una struttura personale da parte del lettore-studioso) oppure può essere enormemente facilitata dall’uso di tecniche mnemoniche particolari.
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